12/09/2008

Orfano di sogni notturni

Orfano di sogni notturni

oramai

non è rimasto nulla

di cui privarmi,

non altro che insipienze.

allucinato da sicurezze

morse da fiori di loto,

annego nel buio piu' denso

del mio stesso dolore.

Sguardi lancinati

verso diaboliche ironie,

orbitano tra verticalità vertiginose

come vili implosioni

provocando triste disagio

fatto di ipocondriache solitudini.

Ti raggomitoli nel tuo enigma

ma stridono nitidi quegli occhi

tra una sinergia e l'altra.

E quel silenzio...

Lo indosso come le mia pelle

mentre il tuo ego smagrisce lasso

di violenze che ti fai.

Inerme a tutto questo

ho solo possibilità di dire

che siamo l'uno nell'altra

stigmatizzati.

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